Ridai vita alla tua moto: scopri come

Avevo sempre conservato in me la passione per i lunghi viaggi in moto; un po’ perché adoro il senso di libertà che tutto ciò garantisce, sentire il mezzo sotto di me, quasi come un’estensione del mio corpo, ed essere a diretto contatto con le condizioni atmosferiche mi inebriava.

Avevo iniziato da giovane, facendo viaggi, anche su lunghe distanze, poi il trasferimento in un’altra città per studiare e abbandonai la mia moto in garage per anni, finché’ portato dall’onda dei ricordi, decisi di riprovare.

Suzuki 250Andare in moto non è una passione che si scorda facilmente, ma all’atto pratico, era rimasta troppo tempo nel dimenticatoio e si sa che le moto accumulano difetti con l’andare degli anni, temevo che non sarebbe stato facile rimettersi in sella. Infatti, come provai a far andare il motore, mi accorsi che la mia moto, un Suzuki 250, perdeva carburante dal serbatoio.

Temevo una spesa eccessiva che in tempi di crisi non mi potevo permettere, e rimasi sconsolato poiché, per quanto l’avessi usata, non avevo mai avuto a che fare con una perdita del genere, e non sapevo come comportarmi.

La prima cosa che mi venne in mente di fare, fu di effettuare una ricerca in rete su questo tipo di difetto nelle moto, per capire se il danno era di quelli affrontabili alla buona, oppure non c’era niente da fare, se non doversi rivolgere ad uno specialista del settore, come anche in tal caso sul costo che avrei dovuto affrontare.

Da un confronto veloce tra quello che poteva essere il guasto e quello che a vista potevo rilevare, anche postando foto del serbatoio nei forum specializzati, mi resi ben presto conto che il problema oltre che dovuto all’usura, poteva essere stato causato dal versamento di acqua mista a benzina nel serbatoio e quindi dallo sviluppo di ruggine nello stesso, che poi aveva portato alla corrosione e alla perdita di carburante rilevata.

Quando stavo per portare la moto in officina, fortuna volle che ricevetti la telefonata da un vecchio amico.

Dopo i convenevoli di rito, naturalmente parlammo dei vecchi tempi e quindi della situazione spinosa che mi era capitata per le mani, mi consigliò un prodotto, che a detta sua, era più che valido per il mio problema e soprattutto facile da utilizzare, aggiunse che nella sua lunga esperienza non era la prima volta che gli capitava qualcosa del genere, sempre risolto nel modo migliore: Il ciclo anticorrosivo Tankerite. All’inizio ero scettico, poiché nonostante fossi sempre stato abituato a cavarmela da solo, e a fare piccole riparazioni da me, mi sembrava di rischiare troppo ad usare un prodotto che alla lunga poteva avere i suoi limiti o che poteva mettere alla luce i miei nell’applicarlo correttamente, ma volli ugualmente provare questa soluzione.

Pieno di entusiasmo e desideroso di riavere al più presto la moto nelle giuste condizioni per viaggiare, decisi per un fine settimana di impegnarmi a pieno ritmo: Sono una persona abbastanza metodica e quindi, dopo essermi accertato con precisione sia sulle procedure da effettuare che sugli strumenti atti a realizzare il lavoro, mi misi all’opera.

ridare vita alla motoPrima di tutto effettuai una pulizia del serbatoio, eliminando qualsiasi traccia di benzina, risciacquando internamente più volte con dell’alcool per togliere i residui liquidi dalle parti ed asciugando il tutto con degli stracci fatti passare all’interno, preparai la soluzione prendendomi tutto il tempo per l’operazione, poi, dopo aver tappato per ben tutti i buchi per evitare fuoriuscite, versai bene dentro ed iniziai a far girare il prodotto nel serbatoio, agitandolo in varie posizioni, così da permettere alla resina di coprire ogni zona disponibile e in fretta, prima che si seccasse tutto aderendo per bene alle pareti. Ultimato questo passaggio aprii il fondo e lasciai che sgocciolasse il rimanente in un’apposita bacinella, e infine lasciai riposare il tutto per circa una settimana, in modo da essere sicuro della presa, dato che in questi lavori occorre pazienza per avere poi un risultato valido e duraturo nel tempo.

Effettivamente, dopo aver seguito le istruzioni alla lettera e aver rispettato i tempi consigliati, notai che la perdita era stata perfettamente sigillata, sia ad una visione interna, ottenuta osservando con una torcia elettrica e constatando lo stato delle pareti del serbatoio, sia esterna dove, ovviamente sapevo di dover comunque riverniciare, ma anche di essermi portato parecchio avanti con il lavoro, specie per il risultato ottenuto con una spesa contenuta.

Ad oggi, sono tornato in piena efficienza con la mia moto, come a frequentare i motoraduni assieme ad amici vecchi e nuovi e devo dire che la moto non ha più richiesto nuovi trattamenti con alcun prodotto, poiché, e sono tre anni, sembra nuova, appena uscita dal rivenditore. Decisamente la Tankerite mi ha tolto le castagne dal fuoco e non smetterò di consigliarla ad amici e conoscenti.